Il cibo degli dei

Poseidone dio degli abissi, Eracle signore del sale, Hermes re dei commerci, Demetra protettrice della terra fertile, Dioniso dio del vino e le Ninfe, simboli della natura generosa e lussureggiante, richiamano con la loro immagine lo sforzo dell’uomo nel domare le misteriose forze della natura.

Cibo degli dei

cibo degli dei

Nettare

Il nettare degli dei era un infuso divino che poteva essere usato come bevanda o un unguento. Si diceva che conferisse giovinezza e bellezza a chiunque lo usasse. Si diceva che la dea Afrodite avesse indossato il nettare come profumo, mentre Apollo usava il nettare per preservare un cadavere grazie alle sue incredibili proprietà che potevano fermare la decomposizione di un corpo quasi indefinitamente.

Ambrosia

L’ambrosia era il cibo più pregiato degli dei greci. Quando un essere divino mangiava la deliziosa ambrosia, la loro pelle era purificata da ogni contaminazione, facendoli apparire più giovani e più desiderabili. Alcuni studiosi ritengono che sia il nettare che l’ambrosia produceva fossero tipi di miele, preparati diversamente per il consumo. Si dice che questi alimenti hanno un potere curativo e purificante, spesso usato come antisettico. Si credeva anche che l’ambrosia potesse conferire l’immortalità se consumata regolarmente.

Amrita

Amrita è un cibo divino dell’antica India, spesso menzionato nelle storie mitiche del Rigveda. È stato descritto come una bevanda che conferisce l’immortalità agli dei. La caratteristica di Amrita nella leggenda “oceaneggiante” della mitologia indù che descrive come i deva, a causa di una maledizione di un saggio impazzito, perdono la loro immortalità. Aiutati dai loro nemici mortali, gli asura, hanno agitato un grande oceano per creare la meravigliosa amrita, il nettare dell’immortalità. Chi lo beveva letteralmente non poteva morire.

Pesche divine

Nella mitologia cinese, le pesche dell’immortalità sono state consumate dagli dei a causa della loro virtù di conferire longevità a tutti coloro che le mangiano. Il sacro albero di pesca piantava le sue foglie una volta ogni mille anni e richiedeva altri tremila anni perché il frutto maturasse. Si diceva che gli dei avrebbero aspettato per quattromila anni prima di raccogliere le pesche divine e banchettare su di loro per un giorno e una notte.

Mele norvegesi

Nella mitologia norrena, Idunn era una dea che era conosciuta come la custode delle mele d’oro. Il suo nome significa “sempre giovane” o “ringiovanente”. Gli dei nordici dipendevano dalla costante fornitura di Idunn di queste mele d’oro per la loro immortalità.

Nell’Edda in prosa, c’è una storia di come Loki sia stato costretto da un gigante ad attirare Idunn da Asgard in un bosco, dove è stata portata a casa sua. In assenza di Idunn, gli dei diventavano vecchi e grigi. Quando realizzarono che Loki era responsabile della sua scomparsa, ripresero la dea sottraendola dal gigante. Solo allora riconquistarono la loro immortalità e gioventù.

Elisir di vita

L’elisir di vita è una pozione mitica che, bevuta da una certa tazza in un certo momento, garantisce al bevitore l’immortalità e l’eterna giovinezza. Era basato sugli insegnamenti alchemici di Thoth ed Hermes Trismegistus, entrambi i quali in vari racconti hanno bevuto “le gocce bianche” di oro liquido, ottenendo così l’immortalità.

Gli alchimisti di tutti i tempi hanno cercato di ricreare questa formula incredibile, ma senza successo. Durante la dinastia Qin, Qin Shi Huang mandò un alchimista taoista nei mari dell’est per trovare l’elisir, ma non tornò mai indietro.

Mele dell’Eden

Nel libro della Genesi, si dice che l’albero della vita (trovato nel Giardino dell’Eden) sia custodito dai Cherubini per impedire ai mortali di rubare il suo prezioso nettare. L’albero è descritto nel Libro dell’Apocalisse come recante “dodici raccolti di frutta”, che si dice possegga proprietà curative.

San Bonaventura insegnò che il frutto medicinale dell’albero della vita contiene il potere curativo di Cristo stesso. Tommaso d’Aquino (un prete cattolico di epoca medievale) sostenne che il frutto dell’albero serviva a mantenere la longevità di Adamo oltre quella di una vita animale terrena.

Soma

Soma era una bevanda sacra menzionata nei testi vedici e persiani che si diceva conferisse l’immortalità a chiunque la consumasse. Si ritiene che il nettare provenga da una pianta descritta come in possesso di un lungo gambo verde con petali gialli brillanti.

Si dice che quando si beve questa potente miscela, il corpo di una persona “ruggisce” con le qualità di un dio. Gli effetti includono maggiore velocità e forza per i guerrieri, bambini forti e robusti per quelli che partoriscono e potere spirituale per coloro che si applicano allo studio della filosofia.

La domanda è: questi cibi divini sono solo una parte della narrazione creativa, o sono effettivamente esistiti? I nostri antichi antenati hanno effettivamente scoperto una sostanza potente in grado di promuovere velocità, intelligenza e longevità?

Oggi ci sono molti farmaci che migliorano le prestazioni in grado di sostenere la vita, rafforzare la forza e potenziare la mente, il tutto coltivato dalle incredibili proprietà di certe piante e cibi. Forse la scoperta di una droga “immortale” è quasi alle porte.

Ma possiamo davvero spezzare il ciclo della vita e della morte e non aspettarci conseguenze. Osiamo camminare sulle orme degli dei?

A cura di Ufoalieni.it

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