Sacra Sindone di Torino: prove conclusive “mostra il volto di Gesù”

Una nuova ricerca mostra che la Sacra Sindone di Torino, il Panno usato per avvolgere il corpo di Cristo dopo la crocifissione, mostra la prova di una morte violenta per l’uomo che fu avvolto nella Sindone.

Nuove testimonianze sostengono che la Sindone fa vedere il volto di Gesù.

Sacra Sindone

Il sudario di Torino è un panno misterioso che ha circa 4,5 metri di lunghezza ed è stato presumibilmente posto sul corpo di Gesù Cristo al tempo della Sua sepoltura.

L’artefatto enigmatico, che da tempo è stato sottoposto all’analisi scientifica, è rimasto oggetto di ammirazione per la fede cristiana e per gli scienziati. Le origini, la data e le immagini visualizzate sul sudario sono oggetto di dibattito tra teologi, scienziati, storici, credenti e ricercatori.

sacra sindone di torino
Ci sono “nanoparticelle” che non sono tipiche del sangue di una persona sana.

La caratteristica distintiva del sudario di Torino è senza dubbio l’immagine debole e bruna di una vista anteriore e posteriore di un uomo con le mani piegate lungo il suo corpo. Le due viste sono allineate lungo le due facciate del corpo e puntano in direzioni opposte. Le viste frontali e posteriori della testa si incontrano quasi al centro del telo.

La Sacra Sindone di Torino si trova presso la cappella reale della Cattedrale di San Giovanni Battista a Torino, nell’Italia settentrionale.

Secondo quanto gli esperti hanno potuto studiare sull’involucro enigmatico, l’immagine dell’uomo della Sindone ha una barba, dei baffi e lunghi capelli che si separano sulle spalle. È muscoloso e alto da 1,70 a 1,88 cm.

Secondo studi condotti da medici forensi, la Sindone di Torino possiede i seguenti segni: un polso porta una grande ferita rotonda, apparentemente dalla profondità (il secondo polso è nascosto dalla piegatura delle mani). Le prove mostrano una grossa ferita da taglio verso il basso nel lato nella cavità toracica.

Gli esperti hanno anche trovato piccoli fori intorno alla fronte e al cuoio capelluto, ferite lineari sul torso e sulle gambe e un’evidenza di gonfiore del viso e dei flussi di sangue verso entrambe le braccia.

Dettagli più affascinanti hanno rilevato sulla Sindone, presenza di sangue NON tipica di una persona sana. Elvio Carlino, ricercatore presso l’Istituto di Cristallografia di Bari, fa notare che le minuscole particelle rivelano una ‘grande sofferenza’ di una vittima ‘avvolta nel panno funebre’.

Inoltre, il professor Giulio Fanti dell’Università di Padova ha aggiunto che le particelle avevano una “struttura, e una dimensione distribuite in modo particolare”.

volto sindone di torino
L’impressione facciale, creduta di quella di Gesù Cristo, dalla Sacra Sindone  che risiede a Torino.

Gli esperti hanno aggiunto che il sangue trovato sulla Sacra Sindone di Torino conteneva alte quantità di sostanze chiamate creatinina e ferritina, che si trovano comunemente nei pazienti che subiscono forti traumi come la tortura.

Il professor Fanti ha aggiunto: “Quindi la presenza di queste nanoparticelle biologiche riscontrate durante i nostri esperimenti indica una morte violenta per l’uomo avvolto nella Sindone“.

Il nuovo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica degli Stati Uniti, PlosOne, in un articolo intitolato “Atomic resolution studies detect new biologic evidences on the Turin Shroud“.

Nuove scoperte contraddicono affermando che la copertura era una falsificazione creata nell’Era Medievale.

Secondo il professor Fanti, le caratteristiche di queste particelle “non possono essere manufatti realizzati nel corso dei secoli sul tessuto della Sindone“.

I ricercatori hanno richiamato prove sperimentali sugli studi di risoluzione atomica e sugli studi medici recenti su pazienti che hanno subito diversi atti di trauma e tortura.

Il professor Elvio ha aggiunto che: “Questi risultati potrebbero essere rivelati solo da metodi recentemente sviluppati nel campo della microscopia elettronica” e che “la ricerca ha segnato il primo studio delle proprietà su nanoscala di una fibra incontaminata prelevata dalla Sindone di Torino“.

La nuova ricerca è stata condotta dall’Istituto Officina dei Materiali di Trieste e dall’Istituto di Cristallografia di Bari, entrambi sotto il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiana, nonché dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

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