Stelle di Neutroni si scontrano

E’  stata rilasciata proprio in questi giorni la notizia a proposito della collisione di due Stelle di Neutroni che, fondendosi tra loro, hanno increspato il tessuto spazio-temporale.

Ti ricordo che una stella di neutroni è il residuo di una stella che, terminata la sua “vita” (permettimi di usare questo termine), per via della sua enorme forza gravitazionale, collassa su sé stessa e diviene sempre più piccola e sempre più densa, al punto che i suoi elementi tendono ad essere trasformati in neutroni, che è una delle particelle costituenti il nucleo dell’atomo.

Stelle di Neutroni si scontrano

Stelle di Neutroni si scontrano

Ciò che hanno osservato i ricercatori è accaduto a 130 Mln di anni luce da noi, nella Galassia NGC 4993, qui due stelle di neutroni in rapida rotazione una intorno all’altra, ad un certo punto si sono scontrate e si sono fuse in un unico oggetto.

Lo scontro ha dato origine ad una Kilonova, cioè una esplosione mille volte più brillante rispetto a quella di una Nova, seguita anche da una intensissima emissione di raggi Gamma.

Giusto per farsi una blanda idea di quanto è successo, durante questa esplosione, in pochi secondi viene rilasciata tanta energia quanto il nostro Sole riesce a produrne in tutta quanta la sua vita.

I ricercatori che hanno seguito l’evento hanno rilevato che durante l’esplosione sono stati lanciati dei getti di Cesio e Tellurio, ad una velocità pari ad 1/5 di quella della luce (circa 60.000 km/sec).

Si tratta di elementi molto pesanti, il cui decadimento darà origine a metalli quali l’oro e il platino.

Ma oltre alla luminosità, alla radiazione gamma e tutto il resto, importantissimo è stato il rilevamento delle onde gravitazionali prodotte da queste due stelle che, con la loro enorme forza gravitazionale unita al loro rapidissimo movimento, hanno dato origine ad una increspatura dello spazio del tutto simile a quella registrata, per la prima volta nella storia dell’umanità, lo scorso febbraio 2016, in quel caso dovute alla fusione di due buchi neri.

Però in questa particolare circostanza siamo stati molto fortunati, in quanto è stato possibile studiare la Kilonova, contemporaneamente, in due differenti ambiti: sia attraverso le emissioni elettromagnetiche (luce, lampi gamma) sia sotto l’aspetto gravitazionale (onde gravitazionali).

In effetti riuscire a cogliere il bagliore di questi oggetti è molto difficile in quanto nell’esplosione non emettono radiazione in tutte le direzioni, come in una normale esplosione, ma la emettono soltanto lungo due strettissimi getti opposti.

Quindi riusciamo a coglierne il bagliore solo se uno dei due getti è puntato direttamente verso la Terra.

Un esempio potrebbe essere quello della luce di un faro: noi riusciamo a vedere il bagliore del faro solo quando il suo fascio luminoso è diretto verso di noi, non quando punta altrove.

I ricercatori hanno calcolato che solo il 4 per mille di questi eventi punterà il suo getto di energia verso di noi, proprio come in questo fortunato caso.

Questo, ovviamente, implica che questi fenomeni sono in realtà molto più frequenti di quanti noi possiamo osservarne.

Ma la cosa più bella è che questo implica anche che, per tutte quelle collisioni che non potremo scorgere nell’ambito delle emissioni elettromagnetiche, potremo comunque rilevarle grazie a questa nuovissima finestra alla quale abbiamo imparato ad affacciarci, quella del rilevamento delle onde gravitazionali.

Questo ci schiude molte interessanti prospettive nell’ambito della futura ricerca scientifica.

Fonte: http://astronomicast.it

A cura di Ufoalieni.it

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