I viaggi interplanetari in un libro di 7.000 anni. Gli Hindù sapevano già tutto.

Un libro recentemente reso pubblico in India, suggerisce che gli Hindù progettarono le basi per l’aviazione e i viaggi interplanetari migliaia di anni prima dei fratelli Wright.

L’ occidente ha rivendicato molte invenzioni. L’aviazione è importante per le nazioni. Garantisce la nostra abilità di attraversare continenti in poche ore.

Un nuovo libro rivela che 7.000 anni fa un indiano Hindù ha teorizzato l’aeroplano e i viaggi interplanetari.

Secondo la storia dell’aviazione occidentale, i fratelli Wright, Orville (19 Agosto 1871 – 30 Gennaio 1948) e Wilbur (16 Aprile 1867 – 30 Maggio 1912) sono ufficialmente i primi pionieri dell’aviazione ad aver inventato, costruito e volato sul primo aereo funzionante.

Modellino mezzo per i viaggi interplanetari

È importante sottolineare che non si sta screditando il contributo che i fratelli Wright hanno dato per garantirci un sistema d’aviazione efficiente oggi, ciò nonostante, è importante riconoscere anche l’altro lato della storia che punta sul fatto che l’aviazione esisteva molti anni prima della nascita di Gesù.

La storia adesso ci dice che molte delle invenzioni del nostro cosiddetto mondo moderno, non sono niente di nuovo; siamo fondamentalmente testimoni della re-invenzione della ruota del mondo antico.

Come abbiamo già accennato sopra, il libro reso pubblico in India, suggerisce che gli Hindu progettarono le basi dell’aviazione e del viaggio interplanetario moltissimi anni prima dei fratelli Wright.

Si stima che il libro abbia più di 7.000 anni.

Vediamo il contenuto del libro

Il contenuto del libro è stato presentato da due autori – Anand Weddings e Ameya Jadhav – durante la conferenza scientifica Indiana, organizzata dall’Università di Mumbai sotto l’egida del Congresso Indiano della Scienza. Questa è stata la prima volta che il Congresso Indiano della Scienza ha tenuto un simposio sull’antica scienza Indiana vista attraversa la letteratura Sanscrita.

Al centro dello studio c’è Maharshi Bharadwaja Barhaspatya che è stato uno dei più grandi saggi Hindù del mondo antico. Si dice che abbia raggiunto una sapienza straordinaria al pari di un grande potere di meditazione. Il suo cervello era acuto e nessuno poteva essere paragonato a lui ai suoi tempi.

A Bharadwaja si attribuisce la descrizione di un sistema di aviazione anche più avanzato di quello di cui disponiamo oggi.

Complessivamente si dice che Bharadwaja abbia scritto approssimativamente 500 criteri che descrivono l’aviazione e altre tecnologie, anche se il manoscritto contiene solo 100/120 di questi criteri. Si crede che gli invasori stranieri che invasero l’India abbiano rubato molti di questi criteri e manoscritti, studiandoli per produrre molte delle tecnologie che vediamo oggi.

Una recente scoperta sostiene che il Vaimānika Śāstra, un testo Sanscrito dei primi anni del 20° secolo sulla tecnologia aerospaziale il quale afferma che il ‘Vimānas’ di cui si parla nell’antica epica Sanscrita, fosse un veicolo volante tecnologicamente avanzato simile ad un missile capace di viaggi interplanetari – come sostenuto da un’antica teoria aliena.

I testi furono svelati nel 1952 da G. R. Josye e contiene 3000 shlokas (versi) in 8 capitoli che Shastry afferma fossero stati spiritualmente consegnati a lui dal saggio Hindù Bharadwaja.

La propulsione del Vimānas, secondo Kanjilal (1985), era alimentata da “Motori a Vortici di Mercurio“, un concetto simile alla propulsione elettrica.

Gli autori affermarono che il velivolo che il saggio descrisse, sia capace di viaggiare tra nazioni, continenti e pianeti. Secondo gli autori questo prova che il sistema di aviazione nel mondo antico fosse molto avanzato, più di quello esistente oggi.

Di certo ciò che gli autori hanno presentato del manoscritto è sbalorditivo. Molti scienziati alla conferenza erano meravigliati. Il Vice Rettore dell’Università di Mumbai, Rajan Welukar ha detto: “non c’ è ragione di credere a quello che loro dicono sul Vedas, ma è qualcosa che vale la pena studiare.”

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Earth We Are One riferisce che ci sono molti altri studi che hanno dimostrato che le antiche macchine volanti non erano propriamente in grado di volare. Per esempio, nel 1974, uno studio dell’Istituto Indiano di Scienze di Bangalore scoprì che il “velivolo più pesante dell’aria” che il Vaimānika Śāstra ha descritto è, dal punto di vista aeronautico, irrealizzabile.

Ma nonostante queste scoperte, ci sono ancora molti ricercatori e studenti che credono che queste antiche macchine fossero cianografie, progetti di macchine volanti di alta tecnologia.

Un ricercatore, che è stato molto critico sugli scienziati e ricercatori che hanno rifiutato questa antica tecnologia misteriosa, è il Capitano Anand J. Bodas. Mr. Bodas. Fu citato dal Mumbai Mirror per aver affermato che la scienza moderna dovrebbe considerare cose che non capisce allo scopo di andare oltre negli studi.

“La scienza moderna non è scientifica perché considera cose che non comprende non possibili. La definizione Vedica cosi come quella dell’India antica di un aeroplano era di un veicolo che viaggia attraverso l’aria da un paese all’altro, da una nazione all’altra, da un continente all’altro, da un pianeta all’altro.

In quei giorni gli aeroplani erano giganteschi e potevano muoversi a sinistra, a destra, cosi come indietro, a differenza degli aerei moderni che possono solo viaggiare in avanti”, ha detto Anand Bodas, uno stimato pilota.

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