Nuovo Testamento: riscoperta antica traduzione siriaca di 1.750 anni | Ufo e Alieni
Dom. Mar 3rd, 2024

Circa 1.300 anni fa, un copista in Palestina prese un libro contenente il Nuovo Testamento con un testo in siriaco e lo cancellò. La pergamena era rara nel deserto in epoca medievale, pertanto i manoscritti venivano frequentemente cancellati e riutilizzati.

Attualmente, il medievalista Grigory Kessel dell’Accademia Austriaca delle Scienze (OeAW) è riuscito a rendere visibili le parole scomparse in questo manoscritto sovrapposto (un cosiddetto palinsesto) mediante la fotografia ultravioletta, svelando così una delle prime traduzioni dei Vangeli del Nuovo Testamento, realizzata nel III secolo e copiata nel VI secolo.

Antica versione siriaca del Nuovo Testamento

manoscritto nuovo testamento
Particolare del manoscritto. Credito: Biblioteca Vaticana.

La tradizione cristiana siriaca, legata alla religione, include diverse traduzioni dell’Antico e del Nuovo Testamento“, afferma Kessel in una dichiarazione. “Fino a poco tempo fa, si conoscevano solamente due manoscritti contenenti la traduzione in siriaco antico dei Vangeli del Nuovo Testamento, mentre un terzo è stato recentemente identificato durante il progetto Sinai Palimpsests.

Il piccolo frammento di manoscritto ritrovato, conservato nella Biblioteca Vaticana, può quindi essere considerato come la quarta testimonianza testuale che attesta la versione in siriaco antico del Nuovo Testamento e offre un’opportunità unica di accesso alla prima fase della storia della trasmissione dei Vangeli.

Differenze nelle traduzioni del Nuovo Testamento

Mentre l’originale greco di Matteo capitolo 12, versetto 1 afferma: “In quel tempo, Gesù passava per i campi di grano in giorno di sabato; e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a strappare spighe e a mangiarne”, la traduzione siriaca dice: “[…] cominciarono a strappare spighe, sfregarle con le mani e mangiarle”.

Grigory Kessel ha realizzato un’importante scoperta grazie alla sua profonda conoscenza dei testi siriaci antichi e delle peculiarità della scrittura“, ha commentato Claudia Rapp, direttrice dell’Istituto per la Ricerca Medievale dell’OeAW.

La traduzione siriaca del Nuovo Testamento è stata redatta almeno un secolo prima dei più antichi manoscritti greci esistenti, tra cui il Codex Sinaiticus (manoscritto onciale del IV secolo della versione greca della Bibbia). I manoscritti più antichi sopravvissuti con questa traduzione siriaca risalgono al VI secolo e si trovano anch’essi sui palinsesti.

Questa scoperta evidenzia quanto l’interazione tra le moderne tecnologie digitali e la ricerca di base possa essere fruttuosa e rilevante quando si tratta di manoscritti medievali del Nuovo Testamento“, conclude Rapp.

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A cura di Ufoalieni.it

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Di ufoalieni

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