Come nasce una religione: “Il Culto Del Cargo”

Le religioni ormai da secoli hanno il sopravvento sull’uomo, vediamo qui come nasce una religione anche in tempi più recenti a noi. Il naturalista James Hurley  negli anni venti, atterrò con il suo idrovolante in Nuova Guinea.

Fino a quel momento gli indigeni del luogo non erano stati a contatto con una civiltà tecnologicamente più evoluta. Hurley  scoprì che quelle popolazioni lo iniziarono ad adorare con doni e sacrifici a lui e al suo aereo. Lo considerarono un Dio.

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Durante la seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945 l’Oceano Pacifico fu la scena degli aspri combattimenti tra i Giapponesi da un lato, e gli Alleati – Inglesi, Americani, Australiani, Neozelandesi – dall’altro, il Giappone aveva invaso e occupato una vasta zona tra l’Asia sudorientale e il Pacifico, arrivando fin quasi all’ Australia. Uno tra i luoghi dove più a lungo e più duramente si combattè era la grande isola della Nuova Guinea.

Come nasce una religione. “Dei” che scesero dal cielo.

Subito dopo la fine della guerra, nel 1946, alcuni soldati australiani vi fecero una scoperta che aveva dell’incredibile. Gli abitanti delle zone più vicine ai punti di rifornimento delle truppe alleate avevano costruito, usando materiali facilmente reperibili sul luogo come canne di bambù, legno e frasche, delle rozze riproduzioni di aerei da trasporto e di piste di atterraggio.

Attorno alle “pistegli indigeni avevano posto dei fuochi per simulare le luci di orientamento per gli atterraggi notturni. Una capanna riprendeva la forma delle torri di controllo, con tanto di canne poste sul tetto a imitazione delle antenne; in essa trovava posto un indigeno con una cuffia fatta di legno e noci di cocco, che comunicava con gli spiriti degli antenati tramite un “microfono”, costituito da un barattolo collegato con un filo ad un oggetto in legno che doveva somigliare, nelle intenzioni di chi lo aveva fatto, ad una radio.

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Le radici di questo comportamento stavano in alcuni movimenti magico-religiosi che già dall’epoca della prima guerra mondiale si erano diffusi sia in Nuova Guinea che in altre isole vicine.

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Essi mischiavano credenze originarie del luogo (es. il culto degli antenati) con nozioni apprese dai missionari cristiani, come l’attesa della salvezza, nascendo e sviluppandosi sull’onda delle proteste per l’oppressione da parte delle potenze coloniali.

Si scoprì quindi, dopo le prime indagini, che gli indigeni, trovatisi in mezzo a una guerra sanguinosa e spesso per loro incomprensibile (anche se è vero che altre tribù collaborarono con gli Alleati contro i Giapponesi), erano stati grandemente impressionati dai cargo, gli enormi aerei da trasporto che scaricavano regolarmente ogni genere di rifornimenti per le truppe alleate: cibi, bevande, uniformi, armi, munizioni, mezzi militari, sigarette.

Essi ritenevano che tali beni non fossero in effetti destinati agli uomini bianchi, i quali venivano da fuori, ma che i veri destinatari fossero gli indigeni e che i mittenti fossero i loro antenati.

Perciò, sotto l’iniziativa di alcuni capi religiosi, essi copiarono le forme degli aeroporti e degli aerei servendosi di ciò che avevano a portata di mano, nella speranza di “dire” agli antenati che i bianchi stavano impadronendosi dei beni in realtà destinati agli indigeni, e di dirottare i cargo verso i loro villaggi.

In tal modo, con l’aiuto dei poderosi mezzi forniti loro dagli antenati, gli indigeni sarebbero riusciti a rovesciare il dominio dei bianchi e a fondare una nuova società pacifica e prospera.

Il “culto del cargo” è  un esempio di nascita di una religione, ciò che può avvenire quando due civiltà estremamente diverse tra loro si incontrano in una circostanza drammatica, come può esserlo una guerra.

I soldati alleati non erano certo antropologi e non potevano prevedere lo shock culturale che avrebbero subito gli indigeni, i quali erano perfettamente in buona fede nella costruzione dei loro “aeroporti” e nell’esercizio delle loro pratiche magiche.

Mauro Biglino ci parla nel video della religione del Cargo

Infatti nella loro visione della realtà gli spiriti degli antenati e la magia erano presenze vive e reali, quindi per loro era assolutamente credibile ritenere che le merci scaricate dai cargo fossero un aiuto mandato magicamente dai loro antenati, e che i bianchi fossero stregoni malvagi che usavano poteri misteriosi per derubarli; oppure basti immaginare che effetto potesse avere il vedere aerei in volo o carri armati per un uomo che non aveva mai visto nulla del genere.

Pertanto, secondo gli indigeni, sarebbe bastato copiare i “riti magici” dei bianchi per ottenere lo stesso effetto!

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Fondatore del sito Ufoalieni.it e della pagina facebook: Ufo e Alieni nuove rivelazioni.

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