«Dall’anno 8.100 giunse uno strano messaggio per l’umanità»

Alla fine degli anni ’80, alla vigilia di Natale, luci inspiegabili fanno la loro comparsa nei cieli della foresta di Rendlesham, nel Suffolk, in Inghilterra. Gli eventi si svolgono fuori dalla RAF Woodbridge, utilizzata all’epoca dalla United States Air Force (USAF).

Rendlesham

Molte persone, si possono dire dozzine, appartenenti all’USAF hanno assistito a questi strani eventi per due o tre giorni.

Questa particolarità è proprio ciò che rafforza la credibilità di questo incidente, dal momento che ci sono stati molti testimoni che hanno testimoniato l’accaduto, e non solo testimoni civili, ma anche militari.

La scena degli eventi: Rendlesham Forest

Rendlesham Forest o Incidente della foresta di Rendlesham, in italiano, è di proprietà della Forestry Commission e comprende circa 5,8 miglia quadrate di terreno, si trova nella contea di Suffolk, a circa 8 miglia (o 13 km) a est della città di Ipswich.

A quel tempo, nell’area a nord della foresta c’erano due basi militari, che erano occupate dall’Aeronautica Militare degli Stati Uniti (caso curioso).

Minaccia alla sicurezza nazionale?: Il governo ha detto di no, ma non era un sì nascosto

Il Ministero della Difesa di quel paese ha negato la possibilità che questi eventi possano diventare una minaccia per la sicurezza nazionale.

Tuttavia, qualche tempo dopo, sono state trovate abbondanti e importanti prove che indicavano che il Ministero della Difesa era davvero molto interessato a indagare su questi eventi ed è andato oltre ciò che tutti ci aspettavamo.

A Rendlesham Forest accadono cose strane

Il 26 dicembre, intorno alle 3 del mattino, una pattuglia di sicurezza ha segnalato strane luci vicino all’East Gate della RAF Woodbridge (Royal Air Force Station Woodbridge).

I presenti inizialmente pensavano che quelle luci segnalate fossero un aereo abbattuto; tuttavia, alcuni di loro, dopo essere entrati nella foresta per indagare, hanno visto delle luci muoversi tra gli alberi e hanno potuto anche apprezzare la luce emessa da un oggetto più grande che è stato identificato come un UFO.

Un soldato si imbatte in una strana nave: la consegna del messaggio

Uno dei soldati presenti quella notte nella foresta, di nome James W. Penniston, incontra una nave di origine sconosciuta – come la narra -; La nave era in superficie e in uno stato di riposo, quindi il sergente Penniston non esitò ad avvicinarsi.

messaggio-futuro-8100-umanità

Pochi minuti dopo, quando Penniston era già vicino alla nave, decise di toccarla. Penniston ha potuto provare una sensazione di calore dopo essere entrato in contatto con l’oggetto, ed è anche riuscito a vedere una serie di simboli, che è riuscito a scrivere sul suo corpo, secondo quanto ha detto.

Qualche tempo dopo Penniston si sarebbe reso conto che non era tutto quello che era successo, e avrebbe anche trovato un messaggio piantato nella sua mente.

L’imbarcazione presumibilmente salì dopo questo breve incontro e Penniston fu quindi in grado di vedere il carrello di atterraggio triangolare dell’oggetto, che lasciò tre impronte a terra, che rimasero visibili fino al giorno successivo.

Qualche tempo dopo, già nell’anno 1984, Penniston subisce una regressione ipnotica e, tra quanto ricorda, affermò che la nave che aveva incontrato proveniva dal futuro, e che era occupata da viaggiatori del tempo, e non da alieni. come molti presumevano.

Si precisa che tale avvenimento non compare nelle copie dei verbali del sergente, rapporti che si presume siano stati consegnati ai suoi superiori.

Il giorno dopo… cercano di nascondere le prove

La mattina presto del 26 dicembre, la polizia locale è stata chiamata sul luogo del presunto incontro tra Penniston e l’imbarcazione sconosciuta, trovando le stesse tracce che il sergente sosteneva fossero state prodotte dal carrello di atterraggio triangolare dell’imbarcazione.

La polizia riferisce che questi segni potrebbero essere stati causati da un animale. Le persone della zona hanno anche affermato che i loro animali da cortile si sono comportati in modo strano quella notte.

Alcuni aviatori della base aerea, invece, hanno affermato di aver visto un oggetto metallico conico, sospeso in una nebbia gialla, sopra gli alberi e con un cerchio blu pulsante.

Il presunto oggetto sembrava consapevole della presenza degli aerei e si è allontanato da essi – raccontano gli aviatori – così hanno deciso di seguirlo e dargli la caccia. Gli aviatori raccontano di essersi sentiti storditi quando si avvicinavano all’oggetto.

Si presume che queste persone siano state interrogate, minacciate e costrette a firmare documenti giurando di tacere.

Alcuni hanno persino affermato di essere stati costretti a firmare un documento in cui si affermava che l’UFO era un faro. Altri rapporti chiariscono che i militari sono stati costretti a mantenere la calma sotto l’avvertimento: “i proiettili costano poco”.

Tuttavia, nel 2008, il tenente colonnello Halt ha dichiarato in un’intervista al canale di notizie della CNN che fino a quel giorno non era stato possibile declassificare le informazioni sull’incidente.

Rendlesham 2

James W. Penniston che ha assistito agli eventi del giorno dopo Natale nel 1980, un evento che secondo lui gli ha cambiato la vita.

Con una solida carriera nell’aeronautica degli Stati Uniti, Penniston si è unito per la prima volta nel 1973 all’età di 18 anni, dopo l’addestramento di base è stato reclutato nella Guardia d’élite dello Strategic Air Command (SAC).

Nel 1980, è stato assegnato alla Tactical Fighter Wing e alla Security Police Squad presso Bentwaters AFB.

Fu lì che ebbe il suo strano incontro. Durante la sua carriera ha ricevuto 27 onorificenze militari, oltre a ricevere una lettera di apprezzamento dal Presidente. Si ritirò nel 1993.

L’evento a cui ha assistito è ampiamente noto come l’Affare Rendlesham. Dopo circa trent’anni, Penniston ha parlato a un pubblico di circa 300 persone in “Back to Rendlesham Forest”, rivelando che c’erano alcune informazioni inedite.

Quando Penniston toccò la nave sconosciuta trent’anni prima, ebbe una specie di shock telepatico direttamente nella sua mente. Immagini di uno e zero, immagini nella sua mente, che non se ne andarono finché non le scrisse più tardi a casa su un taccuino che aveva in mano in quel momento.

Era una specie di codice binario. Gli esperti ritengono che non esista un linguaggio più universale o più facile da capire della matematica (tra esseri che parlano lingue diverse) e quindi sarebbe probabile che se una civiltà extraterrestre provasse a comunicare con l’umanità potrebbe usare i numeri.

Penniston non ha mai rivelato queste informazioni, tuttavia commenta che dopo l’incidente non ha smesso di sognare a riguardo e soprattutto sul messaggio che aveva ricevuto in codice binario.

Non si è mai dato il compito di tentare di decifrarlo a causa della sua scarsa conoscenza di esso, così nell’ottobre 2010 ha affidato 6 pagine dei suoi uno e zeri manoscritti a un programmatore di computer nella speranza che questo potesse essere tradotto in una frase significativa.

Questa è un’immagine del taccuino di Penniston in cui scriveva il messaggio binario ricevuto:

messaggio codice-binario-Penniston

Il programmatore ha trascritto tutto il codice binario sul suo computer e dopo aver eseguito una semplice conversione ha ottenuto quanto segue:

EXPLORATIONOGUMANITÀ6lÙÁ‰ ©‘ É¡’©™Œ Ž?;UÐÓåI%9U=UMFORPLANETARYADVAN‰
:ª¤¨ †žžˆ’?39;‚¨Š†žœ¨’œªž¨ª¢§!±T ‘Q?220;

Da cosa si può estrarre:

Esplorazione dell’umanità

52°09´42.532? N

13° 13´12.69? w

CONTINUA COSÌ)

PER AVANTI (CE) PLANETARI

Nel messaggio ci sono anche alcune coordinate che corrispondono ad un’antica isola, oggi sommersa, l’isola si chiama HY Brasile, che secondo antiche leggende celtiche, fu la patria di una civiltà migliaia di anni prima dei suoi tempi.

Cercando in google maps le coordinate indicate nel messaggio, troviamo questa località:

mappa

Molte volte sui fondali poco profondi si possono osservare resti o rilievi che potrebbero far pensare che un’isola antica vi fosse presente molti secoli fa; tuttavia in questo caso non è possibile trovarne alcuna prova.

Un’idea un po’ folle, ma che riteniamo molto possibile è: “Perché pensare che esistesse un’isola in quel luogo?

Potremmo aprire un po’ le nostre menti e fare spazio all’idea che una nave madre galleggiante o una base aliena potrebbero essere posizionate a quelle coordinate; e che semplicemente non affondò, ma si alzò…” Cosa ne pensi?

A cura di Ufoalieni.it

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Scrivo appassionatamente di civiltà antiche, storia, vita aliena e vari altri argomenti da più di dieci anni.

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