Gli Ufo e il governo italiano

Il governo italiano si occupò degli UFO una prima volta nel 1950, quando il senatore socialdemocratico Piemonte rivolse un’interrogazione parlamentare al sottosegretario alla Difesa Vaccaro, per sapere cosa fossero le strane palle di fuoco che si vedevano nel cielo.

La risposta di Vaccaro, l’8 luglio 1950, fu che “gli osservatori meteo dell’Aeronautica non avevano mai segnalato alcun fenomeno“.

Ufo e il governo italiano

ufo in italia

ufo in italia 2

Nel 1953 mentre l’ambiente militare manifestava il proprio interesse per la questione con una serie di articoli pubblicati sulla prestigiosa “Rivista Aeronautica”, Giovanni Gronchi, presidente del Consiglio Supremo della Difesa, si adoperò per la creazione di una commissione d’ inchiesta sugli UFO, che doveva riferire direttamente al presidente.

Questa commissione fu incaricata, tra l’altro, di vagliare il materiale che un importante diplomatico, il console Alberto Perego, aveva raccolto sull’argomento nel corso dei suoi viaggi in Italia e all’estero, suscitando le critiche ammirate anche dell’allora ministro delle Finanze Giulio Andreotti e degli esponenti politici, quali il senatore alla Difesa Angelo Cerica e Martino, ministro degli Esteri.

I lavori della commissione approdarono al nulla di fatto e solo nel 1962 le alte sfere italiane ritornarono a parlare di UFO. Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, per rispondere ad un quesito del presidente Gronchi, commissionò un’inchiesta sul fenomeno, sulla scia degli articoli e delle inchieste giornalistiche apparse su alcune riviste italiane che avevano allarmato ed incuriosito la popolazione.

Nel 1965, come documenta una lettera a firma del colonnello John Spaulding dell’Aviazione americana, la questione finì nel mirino del Servizio Informazione Operativo e Situazione (SIOS) dell’Aeronautica, coadiuvato dai carabinieri.

Nel 1977 il Ministero della Difesa rilasciava al Centro Ufologico Nazionale un dossier SIOS, contenente avvistamenti militari da non divulgare, ma da utilizzare “per soli scopi di studio”. Un anno dopo altri dossier sarebbero stati inviati al CUN e a tutti quegli enti privati che ne avessero fatto richiesta.

Questa fu forse una mossa azzardata, da parte dei militari, visto che molti privati non rispettarono il riserbo e cominciarono a divulgare il materiale grossolanamente, in maniera gonfiata e scandalistica. Come conseguenza il Ministero si irrigidì e smise di fornire documentazione.

Il periodo più critico per le autorità italiane fu sicuramente il 1978, quando la più grande ondata di avvistamenti di UFO interessò il Paese. Si era creato un evidente imbarazzo da parte delle autorità italiane, incapaci di comprendere e spiegare convenzionalmente gli strani fenomeni che stavano interessando tutta la penisola: ben 600 differenti segnalazioni, alcune provenienti da fonti militari.

Dinanzi ad un’opinione pubblica in cerca di risposte sicure, il Ministero della Difesa non trovò di meglio che esorcizzare la paura degli UFO, facendo dire a qualche cattedratico di rilievo che il fenomeno era inconsistente e frutto di allucinazioni.

Il 29 gennaio 1979 il deputato socialista Falco Accame si rivolse al Presidente del Consiglio per conoscere le intenzioni circa la necessità di creare una commissione di studi sugli UFO. La risposta del ministro della Difesa Ruffini fu che “nessun fenomeno anomalo era stato registrato in quel periodo!” .

Nello stesso periodo il Centro Ufologico Nazionale si dichiarò disponibile alla collaborazione con i vertici governativi. Il 15 gennaio 1979 l’ufologo e sociologo Roberto Pinotti, veniva quindi convocato al Ministero della Difesa ed informato del fatto che il Governo intendeva affidare le ricerche sugli UFO al CNR. Cosa che in realtà non è mai avvenuta.

Superata l’ondata degli anni 1978-79, il 1980 fu un anno decisamente più calmo dal punto di vista degli avvistamenti. Il problema venne per un po’ dimenticato. Il 9 settembre i missini Baghino e Parlato tornarono a chiedere delucidazioni. La risposta del ministro Balzamo fu:

Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha il compito di raccogliere e coordinare, con la collaborazione degli altri Stati Maggiori di Forza Armata, i dati inerenti gli avvistamenti di UFOPresso l’Ispettorato Telecomunicazioni e Assistenza al Volo (ITAV) è operante una commissione per l’analisi tecnico-scientifica dei casi di comprovata attendibilità. Fanno parte di tale commissione organi del servizio del traffico aereo, della difesa aerea e meteo“.

Ancora una volta però i risultati di questi studi non furono conclusivi.

Il 10 luglio 1984 quattro deputati di diversi partiti, gli onorevoli Abete, Fiori, Scaiola e Scovacricchi, rivolgevano due interrogazioni al Governo, motivandole con il fatto che vi erano stati positivi sviluppi all’estero, citando in particolare le affermazioni di diversi astronomi statunitensi che avevano confermato l’esistenza del fenomeno con osservazioni dirette, le commissioni governative di studio sul fenomeno istituite in Cina e in Francia.

Il Ministro della Difesa Spadolini rispose che esisteva già una commissione di studi UFO, ovvero il 2° reparto dello Stato Maggiore dell’Aeronautica che era delegato a ricevere tutte le segnalazioni sul problema UFO, sia dalle forze dell’ordine sia da cittadini.

Tali informazioni avrebbero dovuto essere divulgate a meno che esse non avessero coinvolto la sicurezza nazionale. Il Ministro aggiunse che “il Ministero non ravvedeva la possibilità di aprire ad enti privati civili“. In effetti ogni volta che degli ufologi si sono rivolti ai responsabili del 2° Reparto dello SMA per avere informazioni hanno ottenuto un netto rifiuto.

Per quanto concerne i rapporti del SIOS, oltre duecento tra il 1979 ed il 1998, occorre sottolineare che il materiale rilasciato agli ufologi non contiene informazioni di rilievo.

Tali rapporti, ordinati cronologicamente in apposite schede, contengono unicamente indicazioni circa il luogo e la data dell’avvistamento, la forma e la quota dell’oggetto non identificato notato e le condizioni meteorologiche.

Non compaiono mai i nomi dei testimoni, sino agli anni Novanta generalmente piloti militari; in seguito il SIOS ha esteso la raccolta dati anche a testimonianze di privati, schedate dai carabinieri. Il materiale rilasciato nel complesso è troppo scarno e telegrafico perché possa essere utilizzato per scopi di studio.

Vedi anche: L’Ufo di Mussolini: un caso di UFO-crash in pieno regime fascista

A cura di Ufoalieni.it

loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *