Nuovo scheletro a Pompei: è morto schiacciato da un blocco di pietra

La sconvolgente scena, scoperta nell’inesplorata Regione V di Pompei, evoca un individuo in fuga disperata dalla furiosa eruzione del Vesuvio.

Scoperta a Pompei

Gli ultimi scavi nella Regione V, nell’area settentrionale del Parco Archeologico di Pompei, hanno scoperto la prima vittima di quest’area inesplorata della città antica: uno scheletro schiacciato nella sua metà superiore da un enorme blocco di pietra, una scena sconvolgente che evoca un individuo in fuga disperata dalla furiosa eruzione del Vesuvio.

 scheletro schiacciato Pompei
Lo scheletro, scoperto nell’inesplorata Regione V di Pompei, è rimasto intatto per quasi 2000 anni.

Lo scheletro, scoperto nell’inesplorata Regione V di Pompei, è rimasto intatto per quasi 2000 anni..

L’individuo, un maschio adulto di età superiore ai 30 anni secondo le analisi preliminari, è stato travolto dal flusso piroclastico risultante dall’eruzione vulcanica e un formidabile blocco di pietra, forse lo stipite di una porta, è finito per schiacciarlo a terra: il torace superiore è stato frantumato e la testa non è ancora apparsa, ma è probabilmente sotto il pesante blocco di pietra.

 scheletro
La parte superiore del torace è stata frantumata e la testa non è ancora apparsa, ma è probabilmente sotto il pesante blocco di pietra.

La drammatica scena, svelata oggi dal Parco Archeologico di Pompei, è rimasta intatta per quasi 2000 anni.

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L’individuo, un maschio adulto di età superiore ai 30 anni secondo le analisi preliminari, è stato travolto dal flusso piroclastico risultante dall’eruzione vulcanica e un formidabile blocco di pietra, forse uno stipite di una porta, lo ha finito a terra.
 scheletro schiacciato Pompei 2
Le prime osservazioni sembrano indicare che l’individuo sia sopravvissuto alla prima fase eruttiva del vulcano per poi rifugiarsi in uno dei vicoli.

Lo scheletro è stato ritrovato all’incrocio formato dal vicolo della Casa delle Nozze d’Argento e dal vicolo dei balconi recentemente scavato. Le prime osservazioni sembrano indicare che l’individuo sia sopravvissuto alla prima fase eruttiva del vulcano per poi rifugiarsi in uno dei vicoli, oggi ricoperto da uno spesso strato di lapilli (frammenti piroclastici).

Lo scheletro è stato ritrovato all’altezza del primo piano dell’edificio attiguo, al di sopra dello strato di lapilli. Fu allora che fu abbattuto dal denso flusso piroclastico e schiacciato dal blocco di pietra.

 scheletro Pompei 2
Le ossa sono state conservate in uno stato sorprendente quasi 2000 anni dopo l’eruzione vulcanica del 79 d.C.
 scheletro Pompei 3
Questo eccezionale ritrovamento ci ricorda un caso analogo, quello dello scheletro scoperto da Amedeo Maiuri nella Casa del Herrero, che è stato recentemente studiato”, ha detto Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei. Entrambi gli individui sembrano aver subito una zoppia.

La presenza di ferite alla tibia indica che soffriva di un’infezione alle ossa che potrebbe aver causato gravi difficoltà alla deambulazione, tanto gravi da impedirgli di sfuggire alla violenta eruzione che devastò Pompei.

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A cura di Ufoalieni.it

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Scrivo appassionatamente di civiltà antiche, storia, vita aliena e vari altri argomenti da più di dieci anni.

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