Indice
Tra le teorie del complotto più discusse degli anni 2020 spicca il Progetto Blue Beam, un’idea che ha guadagnato enorme popolarità su internet, soprattutto tra gli americani affascinati dai misteri e dalle narrazioni alternative.
La sua origine è spesso attribuita a circoli della regione francofona del Canada, in particolare il Quebec, dove ha preso forma per la prima volta. Oggi, questa teoria occupa un ruolo centrale nelle credenze complottiste contemporanee, dimostrando come tali concetti possano avere un impatto significativo su aspetti socio-culturali, tecnologici e religiosi in tutto il mondo.
Cos’è il Progetto Blue Beam? Teoria e obiettivi
Secondo i teorici del complotto, il Progetto Blue Beam sarebbe un piano segreto volto a instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, noto come NWO. I cospirazionisti lo descrivono come un’organizzazione occulta che gestisce eventi globali e programmi misteriosi con l’intento di imporre una religione universale capace di sostituire tutte le fedi esistenti.
Diverse figure hanno contribuito a diffondere questa narrazione, tra cui Morris K. Jessup, un noto ricercatore di UFO i cui studi hanno aggiunto una patina di credibilità a queste ipotesi.
I sostenitori immaginano che il Progetto Blue Beam si basi su meccanismi complessi, progettati per eliminare le religioni tradizionali attraverso una serie di passaggi precisi e sorprendenti.
Alcuni teorici ritengono che le sue radici risalgano agli esperimenti di Filadelfia, presunti test condotti dall’esercito statunitense negli anni ‘40 per rendere invisibili le navi militari utilizzando tecnologie avanzate.
Tuttavia, è importante sottolineare che le prove a sostegno di tali esperimenti sono scarse o inesistenti, e il loro collegamento con questa teoria rimane oggetto di critiche e controversie tra gli studiosi.
Un elemento fondamentale della narrazione è l’idea che NASA e Nazioni Unite abbiano sviluppato strumenti sofisticati per proiettare immagini nel cielo su scala globale, sfruttando un sistema di controllo satellitare altamente coordinato.
Grazie a satelliti in orbita terrestre e droni dotati di luci LED – una tecnologia già vista in spettacoli come i fuochi d’artificio digitali di Dubai – tali dispositivi potrebbero teoricamente creare proiezioni visibili a intere nazioni o addirittura all’intero pianeta. L’obiettivo dichiarato?
Simulare eventi religiosi di portata epocale, come la seconda venuta di Cristo, per manipolare le credenze delle masse. In Italia, il Progetto Blue Beam affascina molti appassionati di ufologia e teorie del complotto, che vedono in esso una possibile spiegazione per fenomeni inspiegabili.
Tuttavia, i rapporti tecnici smentiscono queste possibilità in modo chiaro: i sistemi di proiezione olografica, pur esistenti, funzionano solo in condizioni atmosferiche specifiche e sono limitati a spazi controllati, come teatri o laboratori. Questo dettaglio cruciale viene spesso ignorato dai sostenitori della teoria, che preferiscono immaginare scenari molto più ambiziosi di quanto la tecnologia attuale permetta.
Se questo piano avesse successo, secondo i teorici, il mondo si unirebbe sotto una visione condivisa, aprendo la strada a un gruppo nascosto che prenderebbe il controllo mentale delle popolazioni. A quel punto, le amministrazioni esistenti potrebbero essere sostituite da un regime autoritario mondiale, con l’Anticristo come leader simbolico dell’ipotetico NWO.
Un episodio frequentemente citato come prova è il video di una “città galleggiante” apparsa nel cielo della Cina. Secondo alcuni, dimostrerebbe la fattibilità di ologrammi su larga scala.
I media locali, però, hanno chiarito che si trattava di un fenomeno ottico naturale chiamato Fata Morgana, un tipo di miraggio causato dalla rifrazione della luce. Altri critici hanno ipotizzato che il video fosse una bufala deliberata, evidenziando come la disinformazione possa diffondersi in modo virale e incontrollato sui social media.

Come molte teorie complottiste, il Blue Beam ha assunto una vita propria sul web. È stato spesso collegato a fenomeni come avvistamenti UFO e un presunto aumento dell’incidenza dei terremoti in varie parti del mondo.
Nel 2023, il Pentagono ha rilasciato video ufficiali di UAP (Unidentified Aerial Phenomena), alimentando ulteriori speculazioni tra i sostenitori. Nonostante ciò, nessun dato concreto collega questi eventi al Progetto Blue Beam.
A differenza di altre narrazioni di disinformazione, questa teoria ha una fonte identificabile e ha suscitato dibattiti significativi sulle sue implicazioni culturali e sociali, mostrando i profondi effetti psicologici che può avere su chi è incline a crederci.
Origini del Blue Beam: Serge Monast e gli anni ‘90
Il Progetto Blue Beam deve la sua nascita a Serge Monast, un giornalista investigativo del Quebec. La sua morte improvvisa nel 1996, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, ha alimentato teorie secondo cui sarebbe stato messo a tacere per le sue rivelazioni.
Negli anni ‘90, Monast fondò l’International Free Press Agency, una piattaforma da cui iniziò a diffondere le sue idee sui massoni e sulle presunte manovre del Nuovo Ordine Mondiale. Si ispirava agli scritti di William Guy Carr, un autore canadese noto per le sue teorie cospirative.
Monast attingeva a una varietà di fonti: da narrazioni complottiste del passato ad analisi di fenomeni sociopolitici, fino a elementi di fantascienza che hanno influenzato la sua visione.
Tra le sue ispirazioni spicca l’episodio scartato di Star Trek intitolato “The God Thing“, in cui un’intelligenza artificiale si finge una divinità per ingannare gli umani.
Monast collegò queste idee al progetto HAARP (High-frequency Active Auroral Research Program), un’iniziativa reale di ricerca sulle frequenze ionosferiche spesso fraintesa come uno strumento di controllo climatico o mentale.
Per informazioni verificate su HAARP, si può consultare il sito ufficiale: HAARP Official Website. La frase “Serge Monast Blue Beam” è oggi una ricerca comune tra chi esplora queste teorie.
Nel 1994, Monast pubblicò il libro Project Blue Beam (NASA), in cui descriveva un presunto piano per instaurare un governo universale. Il testo delineava una serie di fasi necessarie a raggiungere questo obiettivo, suscitando notevole interesse tra i lettori.
Tuttavia, attirò anche critiche severe da parte di esperti e studiosi, che lo giudicarono privo di prove concrete e più vicino alla fantasia che alla realtà. Il contesto sociopolitico degli anni ‘90, segnato da crisi economiche e una crescente sfiducia nelle istituzioni, fornì un terreno fertile per la diffusione delle idee di Monast.
Sebbene il termine “Project Blue Beam” sia stato coniato da lui, alcuni hanno notato somiglianze con la sceneggiatura inedita di Gene Roddenberry, “Star Trek: The God Thing”, e con un episodio del 1991 di “Star Trek: The Next Generation” intitolato “Devil’s Due”. Il suo libro non solo generò dibattito, ma contribuì a plasmare la cultura del complotto degli anni successivi, influenzando generazioni di teorici.
Le motivazioni di Monast rimangono poco chiare. Molti si chiedono se credesse davvero in un piano concreto per creare una religione universale e sottomettere i governi mondiali, o se stesse semplicemente elaborando una trama intrigante per attirare lettori.
Esperti religiosi e sociologi offrono pareri contrastanti: alcuni vedono la sua narrativa come una reazione agli eventi dell’epoca, come la Guerra Fredda e l’incertezza globale, più che una previsione autentica basata su fatti.
Le 4 fasi del Blue Beam: ologrammi, controllo e invasione
Serge Monast descrive quattro passaggi fondamentali per trasformare le convinzioni esistenti in tutto il mondo.
Fase 1: Distruzione delle conoscenze archeologiche
La prima fase prevede la distruzione delle conoscenze archeologiche consolidate. Durante una serie di terremoti, si sostiene che verrebbero falsificate scoperte per mettere in discussione le credenze religiose più diffuse, in particolare cristianesimo e islam. Questo passaggio è spesso criticato per la sua totale mancanza di supporto scientifico e per il modo in cui svaluta il lavoro archeologico reale.
Fase 2: Proiezioni olografiche divine
La seconda fase consisterebbe in una spettacolare simulazione olografica globale. Proiezioni di luci nel cielo, generate da laser e ologrammi 3D, mostrerebbero immagini di figure divine come Dio o Gesù Cristo per ingannare le masse.
L’interesse per la “tecnologia olografica Blue Beam” è alto tra i teorici, ma la comunità scientifica sottolinea che tali ologrammi su larga scala sono tecnicamente impossibili con le tecnologie odierne, nonostante i progressi nella realtà aumentata.
Fase 3: Controllo mentale elettromagnetico
Il terzo passaggio implicherebbe l’uso di tecnologie avanzate per manipolare i pensieri attraverso onde elettromagnetiche. Questo sistema, attribuito all’Anticristo, sarebbe progettato per controllare le masse e creare caos globale.
La stimolazione magnetica transcranica (TMS) esiste ed è usata in medicina per trattare la depressione, ma non ha la capacità di “programmare” le persone come descritto da Monast.
Fase 4: Disastri artificiali e invasione aliena
Nell’ultimo scenario, il leader del nuovo ordine utilizzerebbe strumenti avanzati per peggiorare la situazione: cambiamenti climatici, epidemie e altri disastri artificiali convincerebbero le persone ad accettare la sua guida come unica salvezza.
Poi, simulazioni di eventi soprannaturali o invasioni aliene rafforzerebbero il controllo. La possibilità che eventi naturali siano causati intenzionalmente è un tema di speculazione da tempo, ma non ci sono prove a sostegno. Queste idee riflettono paure culturali profonde e il potere della manipolazione mediatica.
Blue Beam: prove scientifiche e debunking
Alcuni credono che parti di questi passaggi siano già in atto, ma non esistono prove concrete a supporto di tali affermazioni. Il Dipartimento della Difesa USA ha smentito categoricamente ogni legame tra HAARP e teorie di controllo globale, sottolineando che si tratta di un progetto di ricerca scientifica trasparente.
Gli studiosi invitano a un’analisi critica: il termine complotto ha una connotazione negativa, ma alcune narrazioni potrebbero contenere frammenti di verità. Tuttavia, è essenziale verificare ogni affermazione prima di accettarla come fatto.
Conclusione
Il Progetto Blue Beam rimane un esempio affascinante di come miti moderni nascano dalla fusione di tecnologia, paure collettive e narrazione creativa. Tuttavia, scienza e istituzioni lo smentiscono in modo netto. Prima di credere a teorie così radicali, è fondamentale:
- Verificare le fonti, cercando studi peer-reviewed o dichiarazioni ufficiali.
- Comprendere i limiti tecnologici: ologrammi non equivalgono a controllo mentale.
- Diffidare di spiegazioni semplicistiche per fenomeni complessi.
La verità, spesso, è meno spettacolare di quanto la fantasia suggerisca.
Blue Beam: domande frequenti
1. Cos’è il Progetto Blue Beam?
Una narrazione su un piano globale per imporre un NWO con ologrammi e controllo mentale.
2. È legata agli UFO segnalati dal Pentagono?
Non ci sono prove che li colleghino direttamente, ma i teorici часто li accostano.
3. Quali sono le fasi principali?
Distruzione archeologica, ologrammi divini, controllo mentale, invasione aliena simulata.
4. HAARP è coinvolto?
No, HAARP è ricerca scientifica, non un’arma di controllo.
5. Esistono prove concrete?
No, è una teoria complottista senza basi scientifiche o istituzionali.
A cura di Ufoalieni.it
Seguici su Telegram | Instagram | Facebook
© Riproduzione riservata
Riferimenti:
- Projet Blue Beam (NASA): Libro di Serge Monast sulla teoria di una religione universale creata da NASA e ONU.
- PROJECT BLUE BEAM: The Quest For A New World Order And The Rule Of The Antichrist: Ebook sul complotto per imporre una religione universale.
- Project Blue Beam Exposed: Ebook sul presunto piano di NASA e altre organizzazioni per manipolare eventi visivi.
- American Psychological Association: Perché alcune persone credono alle teorie del complotto.